#smartworking: lo stiamo facendo bene?
- lavoroinpillole

- 9 apr 2020
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 14 apr 2020

Fin dall'inizio di questa pandemia mondiale avevamo capito che l'unica ricetta possibile per non fermare totalmente le aziende e l'economia, sarebbe stata lo smartworking.
E così le aziende in pochi giorni si sono dovute attrezzare per avviare questa nuova modalità di lavoro che fino ad allora, nella maggior parte dei casi, avevano guardato con sospetto.
Secondo una recente ricerca dell'Osservatorio sullo smartworking del Politecnico di Milano, molte aziende italiane stanno sperimentando questa nuova organizzazione di lavoro, ma i numeri sono ancora troppo timidi.
Facciamo chiarezza: stiamo davvero facendo smartworking? Direi che, tra figli che fanno lezioni online, wifi che spesso non funziona, difficoltà a reperire portatili per tutti i lavoratori interessati, chat di lavoro che vanno a fuoco, tentativi disperati di fare videocall, ci stiamo più che altro provando.
Perché preme sottolineare una questione fondamentale: il lavoro agile NON è lavoro da casa.
O meglio, può essere lavoro da casa, ma anche da un bar, un coworking, una stazione, una spiaggia, la nostra casa al mare o un resort alle Maldive.
Finita questa situazione di emergenza penso che molti lavoratori non saranno più disposti a tornare alla loro scrivania 10 ore a giorno, perché hanno assaporato i due paradigmi alla base dello smartworking: la flessibilità e il fattore tempo del quale avevamo dimenticato l'importanza.
Abbiamo posto le basi per la futura rivoluzione del lavoro agile, che dovrà necessariamente avere questi ingredienti per essere veramente autentico: change management, superamento dei vecchi paradigmi di organizzazione del lavoro, rivisitazione degli obiettivi aziendali assegnati a ciascun lavoratore.
Come dire: io azienda ti restituisco il tempo e la libertà, ma tu lavoratore dovrai essere più responsabile nel raggiungimento degli obiettivi che ti assegnerò. Dove, come e quando non interessa più. Il presenzialismo tipico delle aziende italiane dovrà necessariamente essere superato.
Siamo davvero pronti? Molti dicono che "nulla tornerà come prima", quindi dovremo essere pronti.

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